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Highlights

  • Polemiche e distorsioni
  • Una proposta win-win
  • Open Innovation di Procter&Gamble: catturare le idee dal mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

\ Il Crowdsourcing: un nuovo modello di Open Enterprise

Il concetto d’impresa aperta continua a evolversi e la Rete è utilizzata dalle aziende non più solo come fonte di talenti e d’innovazione, ma anche come bacino di reclutamento di collaboratori esterni per sviluppare e realizzare progetti in tempi rapidi e a basso costo

In principio era semplicemente condivisione delle informazioni, nata spontaneamente dai web surfer. Una comunità fatta di persone di ogni nazionalità che ha creato fenomeni come Wikipendia e You Tube e sviluppato l’Open Source. Una fonte inesauribile di risorse create essenzialmente “dal web per il web”. Poi, un patrimonio al quale le imprese hanno iniziato ad attingere per chiedere soluzioni o suggerimenti (Wikinomics) o catturare idee e talenti (Open Innovation). Così lo scambio in Rete, grazie all’“intelligenza collettiva” profusavi, ha aperto alle imprese un nuovo modo di fare ricerca e sviluppo. Nuove forme di collaborazione professionale hanno modificato la catena del valore creando un’opportunità di lavoro, in tutto il mondo, per molti. Il Web è diventato una vetrina per i professionisti e le professionalità, un punto d’incontro fra domanda e offerta del mondo del lavoro. In pratica una nuova opportunità di business, dove non solo le figure professionali ma anche il contributo amatoriale ha la possibilità di essere ricompensato economicamente. Ne sono un esempio Current Tv (che paga alcune centinaia di dollari i filmati caricati dagli utenti sul loro sito web e che decide di mandare in onda sulle propri reti satellitari) o iStock (un portale con un archivio fotografico di 10 milioni di scatti realizzati da utenti, spesso non professionisti e ceduti al costo di pochi dollari). Questa atomizzazione del lavoro attraverso la Rete ha trovato la sua definizione: Crowdsourcing. Il termine (crowd + outsourcing) è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede, attraverso internet, lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto, a un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team.
Questa esigenza si manifesta poiché spesso recuperare risorse qualificate in azienda è difficile, in quanto:
• oggi il livello di aggiornamento necessario è tale che solo pochissime aziende (per lo più quelle veramente grandi) ne possono sostenere i costi;
• le risorse più qualificate sono inserite in percorsi di carriera che le portano rapidamente fuori dalla loro specializzazione;
• le risorse migliori sono gestiste all’interno di team specifici di lavoro per cui non sono a disposizione di tutti i settori aziendali.
I vantaggi per l’azienda sono diversi: da un lato, grazie al Crowdsourcing, è possibile coinvolgere un numero ampio di collaboratori per velocizzare i tempi di realizzazione di un progetto, dall’altro, i costi diminuiscono, proprio perché i collaboratori sono pagati solo in funzione del tempo necessario alla sua realizzazione.
Un esempio concreto si ritrova nel lavoro di Aaron Kobli, designer del Google’s Creative Lab di San Francisco: un’opera di net-art intitolata “The Sheep Market”, composta da 10.000 disegni di pecorelle commissionati in Crowdsourcing e pagati 0,02 dollari l’una.

L’articolo contiene i seguenti contributi:

SEAT Pagine Gialle ha lanciato un proprio Osservatorio per scoprire cosa è stato maggiormente ricercato nel primo semestre del 2006 sul proprio motore di ricerca www.paginegialle.it a livello nazionale e nelle principali città del nostro Paese.