Con l’avvento del Web marketing 2.0 nasce una nuova specie di consumatore, il “consumattore”, che attraverso i siti di social network e i blog può influenzare la vendita di un prodotto e la reputazione di un marchio. Per questo motivo, le aziende devono prestare attenzione a ciò che si “dice” in Rete e orientare le proprie strategie di comunicazione in chiave aperta e collaborativa
“In questa nuova era, il rapporto più prezioso per un brand non è quello che si instaura tramite la pubblicità intesa in senso classico, bensì quello fondato sulla collaborazione con i clienti”. Sono le parole di Jeff Jarvis, esperto di nuovi media e informazione e autore del fortunato What Would Google Do? Una sorta d’istruzioni per la palingenesi delle aziende nell’era d’internet sull’interazione e sulla condivisione dei dati tra le diverse piattaforme tecnologiche hardware e software, su cui si basa il Web 2.0. Servizi e strumenti che trasformano il consumatore da utilizzatore passivo in protagonista attivo. Il Web 2.0 è, quindi, sinonimo d’interazione sociale realizzata grazie alla tecnologia internet.
Un’evoluzione dei mezzi e degli strumenti che utilizzano l’infrastruttura tecnologica basata sul protocollo Tcp-Ip. Un nuovo modo, insomma, di concepire la Rete, che pone al centro i contenuti, le informazioni e la partecipazione fra gli utenti. Di conseguenza, anche il Web marketing si è adeguato al paradigma 2.0 e propone formule innovative rispetto al passato. Le nuove parole d’ordine sono “interconnessione”, poiché le persone sono collegate sempre e ovunque, “informazione”, una “merce” sempre più a buon mercato, “disintermediazione”, ossia accesso diretto e multicanale ai dati.
Il marketing 2.0 ha, dunque, come caratteristiche principali la bidirezionalità (dall’azienda al cliente e viceversa) e la personalizzazione della comunicazione e dell’offerta (il cliente è al centro di ogni azione). La strategia del Web marketing 2.0 si basa su 3 P: piattaforma, promozione, partecipazione. La piattaforma è il luogo virtuale ove avvengono le conversazioni e può essere di tipo mobile e internet. Al suo interno, l’azienda 2.0 svolge l’attività di promozione. Gli strumenti attraverso i quali si realizza il Web marketing 2.0 sono il brand blog, i social media marketing, il buzz & viral marketing (il “passaparola”) e le brand community.
Chiave di volta sono le opinioni, i giudizi, le esperienze che i consumatori si scambiano attraverso i social network. Il 93% dei consumatori ritiene che siano il miglior aiuto nella selezione di un prodotto e il 67% le considera il primo fattore di scelta. E ancora: secondo uno studio Nielsen condotto su 26.486 utenti internet, per il 78% degli intervistati i consigli dei consumatori sono la forma di pubblicità più credibile (Nielsen, “Word-of-Mouth the Most Powerful Selling Tool”). Inoltre, nel momento in cui compiono acquisti, gli utenti dei social network si fidano tre volte di più delle opinioni degli altri utenti rispetto alla pubblicità tradizionale (“Social Networking Sites: Defining Advertising Opportunities in a Competitive Landscape,” Jupiter Research, 2007).
L’articolo contiene i seguenti contributi:
INDICE GRAFICI
- La fiducia che i navigatori attribuiscono ai vari mezzi di informazione (anno 2009)
- Gli strumenti del Web 2.0 più utilizzati da top manager e imprenditori di primarie aziende italiane
- Utenti italiani registrati a Facebook (feb 2008 - mag 2009)
- Distribuzione per età degli utenti italiani registrati a Facebook
- Il “puzzle” del Web 2.0