Flessibili da usare, con una memoria portentosa, cresce il numero dei nuovi strumenti digitali, ma sono ancora in pochi a credere che la carta stampata sia destinata a scomparire anche se gli e-book e gli e-reader iniziano a cogliere i primi successi
Secondo l’International Digital Publishing Forum, l’organo ufficiale americano che monitora il mercato mondiale degli e-book, negli ultimi 7 anni, a livello mondiale, il settore del libro elettronico è cresciuto a ritmi sostenuti passando da 4 milioni e mezzo di euro nel 2002, a 40 milioni e mezzo di euro nel 2008. I primi 3 mesi del 2009 registrano un fatturato di circa 12 milioni di euro, lasciando prevedere un’ulteriore crescita per l’anno in corso. Per il futuro gli analisti di iSuppli, società americana di ricerche di mercato specializzata nelle nuove tecnologie, prevedono un giro d’affari di oltre 228 milioni di euro già nel 2012, pari a 18 milioni di titoli digitali venduti. Dal punto di vista economico si tratta di un vero e proprio business. Una tesi sostenuta anche da Rupert Murdoch, proprietario di un impero editoriale che va da Fox News al Times, dal Sun al Wall Street Journal, il quale vede proprio nel passaggio dal cartaceo al digitale, e nella creazione di nuovi modelli di vendita, l’ancora di salvataggio dell’editoria. Certamente, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse economiche, per le case editrici trasformare i libri in e-book e i quotidiani in e-paper significa abbattere i costi di stampa e di distribuzione. Ma che la carta possa scomparire, sono in pochi a crederci e per tanti motivi: per cominciare, al di là dell’abitudine all’uso di computer, palmari e iPhone, leggere un libro su un dispositivo elettronico può non piacere; poi, occorre considerare che i prezzi dell’hardware dedicato sono ancora molto alti e la mancanza di standard universali rende la fruibilità del mezzo difficoltosa ai non tecnofili. In Italia, inoltre, il fattore prezzo incide anche sul costo dei titoli, poiché l’Iva sugli e-book è del 20% mentre per i libri è del 4%. Senza considerare che nel proliferare di testi scaricabili su personal computer e iPod esiste ancora molta disinformazione sulle differenze tra e-book, pdf o qualsiasi altro formato digitale. Perché l’e-book non si limita a presentare il documento cartaceo, bensì ne replica la forma, consentendo una lettura il più possibile simile a quella di un libro, scorrere le pagine, inserire un segnalibro: tutte azioni che devono essere emulate da un software. In questo, il libro elettronico approfitta ovviamente dei vantaggi offerti dalla sua natura digitale: può essere un ipertesto e inglobare elementi multimediali. Quindi, si può parlare di e-book reading device solo riferendosi a quei dispositivi dotati di caratteristiche tali da poter essere usati in maniera analoga a quella di un libro cartaceo, ovvero:
• essere dotato di una fonte autonoma di energia
• avere dimensioni e peso simili a quelle di un libro cartaceo
• permettere la lettura in condizioni ambientali (illuminazione ecc.) simili a quelle in cui può essere letto un normale libro cartaceo.
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