Quanto tempo durerà ancora? Si tratta di “stringere i denti” ancora per qualche mese. Molti analisti incominciano a intravedere “la luce al fondo del tunnel”
Il Governatore della Banca d’Italia e Presidente del Financial Stability Board nel suo intervento di fine maggio in occasione dell’Assemblea annuale ha detto: “Si intravedono segnali di affievolimento della fase più acuta della recessione”. Detto in parole povere anche Mario Draghi, pensa che il peggio sia (quasi) alle spalle, anche se per prudenza aggiunge: “Non è ancora possibile individuare con certezza una definitiva inversione ciclica”. Robert Engle, premio Nobel per l’economia ha recentemente affermato: “Avremo ancora volatilità sui mercati, ma la crisi sta gradualmente rientrando”.
Il direttore dell’FMI, Dominique Strass-Kahn, noto per la sua prudenza sul futuro ha detto: “L’inizio del punto di svolta sarà a Settembre-Ottobre del 2009” e per concludere il Presidente della Federal Riserve (la FED americana), Ben Bernanke, dinnanzi alla Commissione bicamerale del Congresso americano ha dichiarato: “La crescita dovrebbe riprendere entro la fine dell’anno, anche se – ha aggiunto – sarà lenta”. A lui ha fatto eco Jean Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea al meeting di Basilea affermando: “L’economia del mondo è intorno al punto di svolta”.
Sono personaggi autorevoli e credibili. Dobbiamo credere a loro?
La risposta è “sì” ma dobbiamo ricordarci che queste sono previsioni e non certezze e come tutte le previsioni esse hanno un “campo di probabilità” al di fuori del quale potrebbe avvenire l’opposto di quanto detto. Questo “campo di probabilità” al momento, è molto alto. Esso è affidato alla lettura di alcuni indicatori e all’andamento della loro serie storica degli ultimi mesi, ma non si può escludere l’accadimento di eventi finora non facenti parte del passato che potrebbero inficiare ogni previsione.
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