Nell’era dei social networking, stabilire nuove formule relazionali all’interno delle imprese può rivelarsi un modo efficace per gestire le risorse umane, identificarne le esigenze e le motivazioni. Una profonda conoscenza dell’attività delle imprese e delle persone che ne fanno parte, infatti, conduce alla razionalizzazione di ogni singola decisione organizzativa. Dare visione e motivazione al team consente di fronteggiare i cambiamenti repentini e le difficoltà, in particolare in questa delicata fase socio-economica. Ma per fare ciò occorre, prima di tutto, saper comunicare
Chi si occupa di risorse umane sa bene che, oggi più che mai, le imprese devono saper coniugare le motivazioni del personale con i repentini cambiamenti, interni ed esterni, prodotti dalla crisi.
Nelle organizzazioni più complesse il compito spetta al HR manager, ma nelle piccole e medie imprese è il manager, se non il titolare, a dover trovare all’interno del proprio ruolo lo spazio e il modo per esplicare anche la funzione di “motivatore”, sviluppando la propria capacità di intuire i bisogni delle persone. Le modalità di comunicazione all’interno dell’azienda possono, poi, essere diverse: dalla tradizionale riunione alle nuovi reti Intranet.
Nel primo caso, è importante rilevare come, un approccio sempre più emotivo nei confronti del team abbia fornito l’occasione per sviluppare specifici modelli di organizzazione introducendo, talvolta, persino nuovi profili professionali che ne determinano il successo. Ne sono un esempio, i workshop guidati da un facilitatore: un professionista, spesso consulente dell’impresa, che ha il compito di favorire il buon esito dei processi comunicativo-relazionali. In pratica, aiuta i “timidi” a dire la loro apertamente, verifica la comprensione da parte di tutti i partecipanti su ciò che si è discusso, aiuta a comunicare in modo chiaro e media le posizioni. In questo modo le riunioni diventano attive e creano motivazione, coinvolgimento e stima personale.
Eppure, anche se una sapiente gestione delle emozioni rende più proficuo lo scambio relazionale, questa da sola non basta a garantire la condivisione dei problemi e il consenso sulle decisioni.
Per ottenere ciò, infatti, è necessario che fra il team e il management sia attivo un costante passaggio d’informazioni. Chi dirige il personale deve conoscere a fondo l’azienda e tutti i suoi dipendenti e fare di questa conoscenza il fulcro della costruzione di un senso di appartenenza a una squadra. E questo tipo di “conoscenza”, non può essere semplicemente empatico.
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